Immagina il dito indice della mia mano, ornato da un anello vagamente stretto.
Immagina Lui, intento a cercare di sfilarlo col suo modo infantile.
Immagina ancora, se puoi, la sottile fascia d’argento fare resistenza,
e il mio sorriso tradire la sicurezza che l’anello non mi abbandonerà.
E adesso immagina il mio dito sparire nella sua bocca;
passare di colpo da una collocazione vaga nello spazio fumoso di un locale,
legato alle mie mani che gesticolano, prendono, sbattono,
alla stretta calda delle sue labbra, la lingua umida e un lieve suono di denti e metallo.
Un attimo. E l’anello si sfila.
Ora è Lui a sorridere.
mmm, continua?
Da: Gratia su Maggio 17, 2008
alle 1:30 pm